Oggi, 29 settembre 2008, hanno inizio i pomeriggi del doposcuola “Spazio Aggregativo Pomeridiano” a Grumolo delle Abbadesse, rivolto ai bambini della scuola primaria di primo grado.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17, oltre al servizio di sorveglianza mensa dalle 13 alle 14.
A gestire il servizio saranno la nostra nuova collega Simona Zoppelletto e Daniele Meneghetti.
Buon lavoro a entrambi!
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Gli operatori della ludoteca Gioco 6 di Vicenza hanno partecipato, a nome della cooperativa, alla festa per l’inaugurazione dei nuovi locali della filiale vicentina di Banca Etica, festa che si è svolta sabato 27 settembre.
Nell’occasione, Francy il Clown (Francesco Corato) ha deliziato tutti i presenti (circa 500 persone) con il suo coinvolgente spettacolo.
Pubblicato, nella sezione documenti, un articolo scritto dalla dott.sa Paola Campanaro sull’età dell’adolescenza.
“Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo,
se deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi,
perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile,
irriguardosa e saputa. Quando ero ancora giovane
mi sono state insegnate le buone maniere ed il rispetto per i genitori:
la gioventù di oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.”
Esiodo
Colpiscono l’attualità di queste parole che riecheggiano nei secoli, così vere, così presenti, tanto che, quando le riporto ai genitori che incontro nel mio lavoro, essi stessi non si accorgono che sono state scritte 2.700 anni fa.
Ma cosa ci cela questa adolescenza, così magmatica, così confusa e nello stesso tempo così meravigliosa, che racchiude in sé il bocciolo della vita, la promessa per l’autonomia, la speranza per il futuro, lo stupore per la crescita?…
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Il lavoro nei moduli terapeutici della nostra cooperativa è spesso difficile da raccontare, ancor più difficile è raccontarlo in modo che sia leggibile da tutti.
Marco Morabito, del CeDRO, ci è riuscito.
Questo breve articolo vuole trattare la tematica riguardante le modalità possibili di presa in
carico dei pazienti in comunità e nella successiva fase di reinserimento nel territorio.
Tale argomento ha catturato la mia attenzione vista l’eterogeneità delle problematiche presenti nei pazienti inseriti in comunità e la conseguente necessità da parte dell’equipe curante di variare a seconda del paziente alcuni aspetti della metodologia di lavoro.
Per fare ciò è necessario superare il concetto di una comunità strutturata rigidamente quando per rigidità mi riferisco al pensiero degli operatori di comunità che, talvolta, operano seguendo delle linee guida statiche che non si plasmano alla soggettività dei pazienti costituendo altresì a loro volta la struttura terapeutica per i pazienti stessi…..
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